Nel marzo del 2013 ho scritto per il sito Librogame’s Land questa recensione del numero 5 di Lupo Solitario, Ombre sulla sabbia, il mio librogame preferito. Ripropongo ora direttamente nel mio sito una versione aggiornata di quel testo.

QUI la versione originale nel sito di LGL.

Anno 1987: i miei occhi scrutano la biblioteca di classe all’interno dell’armadio di metallo. Fino a quel momento la mia educazione letteraria si è formata soprattutto sui libri d’avventura di Jules Verne e di Jack London ereditati da mio padre, sul leggendario L’isola del tesoro di Stevenson, su molti racconti gotici. Con trepidazione, quindi, cerco un racconto che mi avvicini a quelle atmosfere e a quella catarsi. Non so se per il fato o per puro caso, le mie mani afferrano con inaspettata decisione un volumetto colorato, in buona compagnia in mezzo ad altri volumi con lo stesso aspetto. Ombre sulla sabbia, collana Lupo Solitario della EL di Trieste. Il titolo esotico, la copertina con un cavaliere misterioso, il breve riassunto in quarta di copertina mi spingono a scegliere proprio quel libretto azzurro: è l’inizio di una passione mai sopita.

La storia mi rapisce. Il testo è scritto in seconda persona, indirizzato direttamente al lettore, la narrazione è a bivi con brevi paragrafi dove scegliere vie alternative, mi calo nei panni del protagonista Lupo Solitario con una identificazione mai provata prima, io sono Lupo Solitario! La novità narrativa mi lascia stupefatto e subito divoro il libro.

La trama in breve: mi è stata affidata una missione diplomatica che fallisce sul nascere, la fiducia del popolo di Vassagonia è stata tradita dal diabolico sultano Kimah e dal suo scellerato patto con i Signori delle Tenebre! Sudato e con i sensi all’erta mi aggiro tra le strade di Barrakesh, nelle fogne lerce, nei fiabeschi corridoi del palazzo fin su, sulle torri dove stanno appollaiati gli Itikar. E poi la sabbia fa da padrona nei villaggi, sul viso degli ambigui personaggi, nel lungo cammino verso Ikaresh e verso la tomba del Majhan. Quattrocento paragrafi fitti fitti d’avventura fino all’epico duello finale. Ancora non conosco il fascino del Magnamund ma già mi è tutto chiaro: sono deciso a farne parte. Di lì a poco l’intera serie mi strega eppure pochissimi episodi risultano paragonabili all’intensità, al ritmo adrenalinico, alle arabeggianti atmosfere di questo quinto volume.

Ombre sulla Sabbia non rappresenta solo la fine della prima serie, quella Ramas, ma anche un ponte verso la serie Ramastan e verso la completa maturità del personaggio, che nelle mani del lettore si trasforma da giovane allievo a impareggiabile eroe. È proprio attraverso questa fortunata intuizione di Joe Dever che si crea il longevo successo della saga: il ritrovamento del Libro del Ramastan, obiettivo dell’avventura, funge da consolidamento alle prime letture-avventure e pone le basi per una vera prova di fedeltà verso Lupo Solitario, massima espressione dell’immedesimazione verso un qualsiasi personaggio letterario. Sì, perché con Lupo Solitario si superano prove terribili ma mai si perde il coraggio di affrontare l’ignoto, così come nella vita reale si affrontano le difficoltà di tutti i giorni. Quando alla fine del libro combatto contro Haakon, la paura è accompagnata da determinazione sincera e con me ci sono tutti i ragazzini che sono Lupo Solitario.

Se la prova narrativa di Dever, in questo senso, è superlativa, non si deve trascurare l’apporto del disegnatore Gary Chalk, evocativo nella sua semplicità, nelle piccole illustrazioni didascaliche, nei minacciosi primi piani dei guerrieri Charkassi, nei ritratti quasi caricaturali (l’ormai celebre Nano di Bor della figura 19 o la folle espressione dell’agitatore della figura 13).

Tutto in questo libro è perfetto: la copertina, l’ambientazione, il ritmo, la narrazione asciutta ed essenziale, la spietatezza dei guerrieri Drakkar, l’appagamento nell’uscire dalla tomba con, tra le mani impolverate, il leggendario Libro del Ramastan… e mai si potrà dimenticare il vile sultano Kimah!

I primi quattro volumi di Lupo Solitario ci hanno consegnato un ragazzo con la ferrea volontà di realizzare un giuramento di vendetta, questo volume afferma che questo ragazzo può farlo solo se noi saremo con lui. 
Perché Lupo Solitario è tutti noi, e tutti noi siamo Lupo Solitario.