There are no parole: la grande truffa del pop. E pure datata, visto che la grande truffa di Malcom McLaren è del 1977, mentre questa arriva nel 2021. La prima cosa che viene in mente ascoltando questo disco è OK zio. La seconda è OK boomer. Ma ci arriviamo, eccome se ci arriviamo. La leggiadria del pop svolazza a tratti con irritante sfrontatezza, a tratti con elegante catalessi: è un po’ come dondolarsi sull’amaca di fronte all’oceano (Tu Night) mentre attorno soffia una brezza leggera (I.L.Y.), e sì, gli anni Ottanta sono dietro la palma, a bordo di una sportiva decappottabile che non spinge mai sull’acceleratore ma che va al rallentatore, come nei film che hanno fatto epoca. OK zio. È così che arriva I Wanna be Your Man e arriva una struttura che si specchia per tutto l’album con ruffiana sciccheria, con chitarre discrete dietro sintetizzatori autocrati. Gli arpeggi del synth sono ovunque, ineluttabili, figli di un altro secolo, insistenti, a sottolineare arrangiamenti intelligenti e ritornelli caramellosi. Tutto in questo disco è ritornello, ritorna sempre il ritornello, ritorna sempre con grande stile, anche se è uno stile che abbiamo ascoltato mille volte. Un album autoprodotto, autosuonato e pure autosnodato da Michele Vezzaro, boomer fanatico della melodia più pura e cristallina, one-man-band se non fosse per la presenza di una voce femminile, Camilla Fascina, che su U don No 1 è complice di senile morbidezza, mentre su I fun D You (l’unica concessione ai tempi moderni, ed è tutto dire) è finalmente convincente e si prende pure il volante, il volante del pop sorpassato. A centro corsa c’è spazio per il britpop di Baby Blue E e per il discofunky di Blek Beach (d’altronde ci stiamo dondolando su un’amaca di fronte all’oceano), mentre i Beatles sono dappertutto, addirittura ingombranti su Palladiana and Plants, e gli XTC sono vittime di un amore monogamo, assoluto ma mai drogato, quasi francescano. C’è chi ai dischi darebbe un voto e chi ne farebbe recensioni incomprensibili; il punto è che i dischi si ascoltano e questo si fa ascoltare, si fa ascoltare alla grande. Toglietevi di dosso la polvere di questi ultimi tempi e tornate a indossare le giacche con spalline tardo-anni-Ottanta: ne vale la pena.