Jake-Blues-Prison

In quanto simbolo di ribellione e anticonformismo, il rock non può essere immune al mondo carcerario. Spesso è lo spirito dissidente a portare un rocker dietro le sbarre; altre volte è una vita al limite, altre ancora è la voglia – o la necessità – di disubbidire. La libertà non ha prezzo ed è quella, la ragione di vita che cantano i rocker: in una cella oppure perseguitato dalle autorità, il musicista esalta un’esistenza svincolata dalle oppressioni, anarchica e contestatrice. La legge non è giustizia ma la giustizia non deve essere confusa con un autocratico impulso a dettare la propria legge. È qui che la condizione del carcerato deve assumere una dimensione umana: quella dell’accettazione della propria colpa.

Nondimeno, è una dato di fatto che le carceri abbondino di crimini minori, talvolta innocui, spesso legati a reati di droga. In gabbia si trovano nichilisti, ribelli e sovversivi: in fin dei conti, gente che si muove a tempo di rock. La riflessione, peraltro, non si può limitare solo al rock ma deve essere estesa anche ai diretti cugini, inclusi soul, blues, rap e jazz. Le musiche del diavolo.

In principio sono i Prisonaires, nei primi anni Cinquanta in una prigione di Memphis. Cinque ergastolani che beneficiano delle politiche a favore della redenzione. Il governatore dello Stato permette loro di suonare fuori dal carcere: in breve tempo la loro fama si diffonde e il produttore della Sun Records, Sam Phillips, riesce a convincere le autorità della prigione a far registrare i Prisonaires nel suo studio, il 1° giugno 1953. Quindi, ovviamente, Elvis Presley e la sua indomabile Jailhouse Rock. Nel dicembre 1959 Chuck Berry viene arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una ragazzina quattordicenne che lavorava in un locale di sua proprietà. Esce dal carcere nel 1963. Ray Charles dal carcere ci entra e ci esce, sempre per ragioni di eroina. Johnny Cash alla fine degli anni Sessanta mostra solidarietà verso i detenuti nei live At Folsom Prison e At San Quentin. Nel 1967 Keith Richards e Mick Jagger passano qualche giorno in carcere per questioni di anfetamina. Il 3 maggio 1969 Jimi Hendrix viene arrestato all’aeroporto di Toronto: nella sua valigia ci sono eroina e hashish. Jim Morrison, nel frattempo, ha una fedina penale lunga un chilometro. Wayne Kramer degli MC5 nel 1975 vende cocaina a un agente sotto copertura. Risultato: due anni dietro le sbarre. In prigione ci passano un sacco di artisti, da Billie Holiday a Tupac Shakur, da Mia Martini a Vasco Rossi (passando per Franco Califano e i Righeira), da Chet Baker a Marylin Manson, da Axl Rose a Snoop Dogg. E poi Jack White, Kid Rock, Frank Sinatra, Eminem, David Bowie, Kurt Cobain; ovviamente Ozzy Osbourne e Sid Vicious, che senza un’esperienza carceraria nel curriculum non sarebbero stati Ozzy Osbourne e Sid Vicious. Nel mazzo c’è anche Frank Zappa, nei guai perché considerato un pornografo. La sua colpa? Aver registrato mugolii, sospiri, gemiti e qualche frase sconcia. Phil Spector, invece, uno dei più grandi produttori della storia del rock, è attualmente detenuto per omicidio. Indirettamente, del carcere è vittima anche Marvin Gaye, assassinato dal proprio padre nel 1984: Marvin Gaye senior si fa cinque anni di cella. I Crime ne fanno un evento ludico, tutta la loro carriera è giocata sull’accostamento del punk alla vita di un criminale. Sui N.W.A. e di conseguenza su tutto il gangsta rap non serve dilungarsi: gli episodi sono da leggenda. Ira funesta per il popolo black metal, che dei propri delitti ne accetta condanne e conseguenze: Jon Nödtveidt dei Dissection nel 1997 viene condannato per l’omicidio di un omosessuale algerino trentottenne di nome Josef Ben Maddour. Esce nel 2004, pubblica un album, fa il relativo tour e poi si suicida. Varg Vikernes alias Burzum uccide Øystein Aarseth alias Euronymous e sconta sedici anni di carcere. Tutto il Black Metal Inner Circle compie azioni criminali e viene regolarmente perseguito.

Di tutto questo calderone rimane la celebrazione più grande e, per stemperare la tensione, anche la più divertente: l’intero film Blues Brothers può essere considerato una fuga dal carcere, il rifiuto di una passiva accettazione di idee, principi, usi e comportamenti convenzionali. Forse è proprio questo che la struttura della nostra società non comprende: la necessità di uscire dagli schemi.

 

Playlist

  1. Elvis Presley, Jailhouse Rock
  2. Chuck Berry, Chuck Berry Is on Top
  3. Ray Charles, What’d I Say
  4. Johnny Cas, At Folsom Prison
  5. The Doors, Morrison Hotel
  6. MC5, Back in the USA
  7. The Blues Brothers , The Blues Brothers (Original Soundtrack Recording)
  8. N.W.A., Straight Outta Compton
  9. Vasco Rossi, Cosa succede in città
  10. Burzum, Hvis lyset tar oss