I dieci album più importanti della new wave

New wave, nuova onda, un termine semplice che racchiude una musica vasta e complessa, dal post punk al synth pop, dall’industrial al new romantic. Non a caso molti critici indicano questo genere come quello più importante dell’intera musica rock, o perlomeno il più ricco di qualità. Una tale miniera di ottimi dischi, affioranti da gallerie di generi a volte molto diversi fra loro, non è sintetizzabile in soli dieci album. Ogni esclusione griderebbe vendetta. Ecco che allora è necessario indicare soltanto i lavori più rappresentativi, i precursori, gli esempi, ben coscienti che gli Ultravox di John Foxx sono superiori a quelli di Midge Ure, che gli XTC sono colonne portanti, che i Tuxedo Moon per le loro sperimentazioni meriterebbero solo elogi. Su tutti, aleggia l’aura leggendaria del primo album dei Joy Division.

Gli illustri esclusi sono nomi granitici, a cominciare dal manifesto It’ll End in Tears dei This Mortal Coil e proseguendo con Echo & the Bunnymen, Virgin Prunes, Sisters of Mercy, Soft Cell, Siouxsie and the Banshees, Killing Joke… e la grande incognita: Depeche Mode, sì o no? 

Simple Minds, New Gold Dream
Bauhaus, In the Flat Field
P.I.L., Metal Box
Ultravox, Vienna
Gang of Four, Entertainment
Talking Heads, Remain in Light
Joy Division, Unknown Pleasure
The Sound, Jeopardy
The Cure, Pornography
Throbbing Gristle, 20 Jazz Funk Greats

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