In ambito artistico sarebbe un errore sottovalutare quella che negli anni Ottanta è stata una propensione estenuante e persistente: la ricerca della melodia perfetta, a uso e consumo delle affollate piste da ballo e dei chiassosi ghetto-blaster. I 45 giri dovevano entrare velocemente in classifica e rimanerci il più a lungo possibile, era quindi necessario ricorrere a una scrupolosa ottimizzazione del songrwriting, alla cura dell’immagine, alla scelta del ritornello più orecchiabile, tenendo sempre d’occhio sia il piacere dell’ascoltatore sia una certa integrità artistica. Non a caso autori e performer erano sempre musicisti di altissimo livello, come dire: la sostanza crea la forma. Qualità pop oggi accolta forse solo da Lady Gaga, le cui doti vocali sono fuori discussione, ma che all’epoca era particolarmente diffusa, a testimonianza dall’incredibile quantità di splendidi singoli pubblicati nel corso della decade. La scelta è dunque facile ma al contempo, ironia della sorte, difficile: chi sacrificare nell’altare dei Dieci, sotto il trono del Michael Jackson di Billie Jean? I nomi elencati sono ineccepibili ma gli esclusi non sono da meno. A corollario, quindi, i dieci scarti più significativi, qualora fosse lecito chiamarli scarti, considerando anche l’apporto fondamentale della Italo Disco.

 

Playlist

Un elenco esauriente conta almeno centocinquanta titoli, ecco un esempio su Spotify

Michael Jackson, Billie Jean
Duran Duran, Wild Boys
a-ha, Take on Me
Bananarama, Venus
Cyndi Lauper, Girl Just Wanna Have Fun
O.M.D., Enola Gay
Dead or Alive, You Spin Me Round (Like a Record)
Soft Cell, Tainted Love
Madonna, Like a Virgin
Culture Club, Karma Chameleon

Nena, 99 Luftballons
Belinda Carlisle, Heaven is a Place on Earth
Righeira, Vamos a la playa
Falco, Rock Me Amadeus
Raf, Self Control
Gazebo, I Like Chopin
Wham!, Wake Me Up Before You Go
Whitney Houston, I Wanna Dance with Somebody
The Bangles, Walk Like an Egyptian
Frankie Goes to Hollywood, Relax

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