Eroina a nord est

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La mattina di questo principio d’autunno è fredda ma non rigida; un freddo mascherato, ancora mitigato dagli ultimi giorni d’estate, cosparso dalle prime foglie che cadono. È uno dei momenti più strani dell’anno. Passare in bici per Campo Marzo è come osservare una realtà distante. Cittadini che si tengono ai margini del parco, spacciatori strafottenti che richiamano passanti, disperati che si bucano senza più alcuna speranza. In questo campo di battaglia senza guerra, dove si muore per overdose otto volte più che a Napoli, il tossicodipendente è lasciato alla solitudine del cercarsi una vena tra arti magri e intorpiditi, mentre la mafia nigeriana mostra zanne affamate di denaro. Eppure c’è chi ha vinto le elezioni comunali, con la promessa di ripulire Vicenza dal degrado, salvo poi mostrare bandiera bianca di fronte alla realtà dei fatti. Degrado e decoro, parole così vuote e così ricorrenti nella bocca di quelli che inneggiano alle bastonate, ignorando perché si dovrebbe bastonare; e intanto l’ago penetra la vena a lungo cercata, un sollievo e la vita se ne va, qui a Vicenza, in questo 2019 proiettato verso il mito della crescita. 

Nell’autunno vicentino non vi è nulla di più vuoto del vedere un parco trasformato in un deserto, di una siringa abbandonata in Piazzale Bologna, di emarginati che preparano la propria dose quotidiana al Park Cattaneo, di senzatetto che cercano riparo sotto la chiesa di San Giuseppe. Quanto ribrezzo causa la visione di un tossicodipendente, quanta tracotante indifferenza verso chi si autocondanna alla morte; per il cittadino benestante questa sofferenza deve rimanere celata, e quando invece è agli occhi di tutti la soluzione è ovvia: bastonate. La compassione viene interpretata come buonismo è quindi la derisione è lecita, la derisione degli ultimi ma anche la derisione dei cosiddetti buonisti, anche se la condizione degli ultimi è lo specchio della società dei primi, prima i veneti. 

Le sfavillanti cene in Piazza dei Signori, le statue di Dalì, gli aperitivi sui plateatici, il composto passeggio in Piazza Castello, l’allegria di ViOff. In questo principio d’autunno tutto pare così vano, tutto si perde. Nel constatare che l’amministrazione si dimentica di incontrare gli ultimi, i balordi e gli sbandati, vien da pensare quanto potrebbe essere angosciante trovarsi effettivamente tra gli ultimi, i balordi e gli sbandati, quando l’aiuto a coloro che soffrono rappresenta la misura di quanto una società sia evoluta.

 

 

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