Nel 1984 Joe Carducci, dirigente della SST Recods, recapita alle radio del circuito college rock statunitense una versione prosciugata di Zen Arcade, capolavoro degli Hüsker Dü e pietra angolare del cosiddetto indie rock. È vero, il doppio Zen Arcade soffre di una dispersione eccessiva e pure di un certo manierismo, ma non credo che l’eventuale versione in disco singolo sarebbe stata altrettanto monumentale. Nel lato B del sampler redatto da Carducci compaiono la splendida cover di Eight Miles High e i quattordici minuti di Recurring Dreams; io avrei sacrificato quest’ultima a favore della tripletta iniziale (Something I Learned TodayBroken Home, Broken HeartNever Talking To You Again), senza la quale Zen Arcade non sarebbe davvero potuto esistere.

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