La musica live è morta, lunga vita al dj-set

Quanta noia, dopo una vita di festival, mega festival, concerti e concertini, nell’ascoltare l’ennesimo gruppo in versione live. Quanta noia nella band emergente, quante cose trite e ritrite, quanta apatia nel riflettere se andare a vedere i Tool per la quarta volta o se mischiarmi al sudore di una folla per scrutare i Cure da cento metri di distanza. Quanto tedio nel concerto di provincia, quanta commiserazione verso chi si agita su un palco, quanta ridicola vecchiaia nella rockstar ultra-cinquantenne.

Nel riflettere sull’opportunità di sopportare un altro live, ecco che tra capo e collo piombano i dj-set, ma quelli veri. Selezione musicale originale e ricercata, carisma, ritmi e musiche miscelate con competenza, manipolazione dell’impianto alla pari di uno strumento classico. E quindi veri e propri concerti di chi la musica la compone con passione, di chi fa ballare migliaia di persone con ritmi elettronici, di chi scaraventa l’umanità nel vortice del multiverso.

Anche qui niente di nuovo, Chemical Bros e Prodigy esistono da venticinque anni, ma oramai siamo alla consacrazione definitiva: sullo stereo girano senza pausa tutti i gruppi più importanti della storia della musica ma sul palco c’è una persona sola, dio dei beat e degli effetti, messia digitale che rivela che la musica è una ruota che gira e che adesso, ora, A.D. 2020, il trono è della musica elettronica e del dj set for the masses.

Chi ha la vista lunga sa e saprà replicare tutto questo anche nell’underground, in una nuova stagione di micro live di provincia.

L’editoria nelle mutande

Il recente incarico offerto ad Alessandro Di Battista da parte di Fazi Editore (QUI) illustra in pochi frame quello che è lo stato dell’editoria italiana. Da una parte gli scrittori sono sempre meno competenti e preparati, sommergendo di biancheria sporca redazioni che altrimenti avrebbero il tempo di selezionare chi merita davvero, dall’altra il cane si morde la coda perché gli stessi editori si affidano quasi esclusivamente a regole di mercato, privilegiando personaggi e non persone, storie e non tematiche.

Ecco che allora sugli scaffali si affollano parvenu supportati da numeri social, youtuber dal cervello posticcio, avvocati e ingegneri con la storia nel cassetto; e ancora vicende banali che esistono per ignoranza del lettore, la quale esiste per pusillanimità di case editrici che sempre più spesso si affidano ad agenzie letterarie, più o meno adatte a vendere mutande in un negozio della grande distribuzione, più o meno intenzionate ad avere come unico obiettivo la possibilità di intercettare un pubblico, elemento dirimente per editori e agenti ma mai per un autore, o almeno così dovrebbe essere. Agenti, editori e pseudo-scrittori ci dimostrano allora che la competenza non è affar italiano, considerati i titoli presenti in libreria, dove gli autori non sono scrittori ma qualcos’altro, cuochi – ex poliziotti – esperti di comunicazione e via così, e dove a dirigere una collana di saggistica è chiamato un personaggio, appunto, non-scrittore e non-editore ma “da grande voglio fare lo scrittore, scrivo da quando ho memoria”, e bastasse questo. Attenzione, è distante qualsiasi commento politico, sia chiaro, d’altronde lo stesso Di Battista cosa può fare con una collaborazione temporanea di appena sei mesi?

La risposta è implicita e si legge come una mossa di marketing, sempre più in rotta contraria a quello che è conoscenza, pertinenza e curiosità.

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Zen Arcade for College Radio

Nel 1984 Joe Carducci, dirigente della SST Recods, recapita alle radio del circuito college rock statunitense una versione prosciugata di Zen Arcade, capolavoro degli Hüsker Dü e pietra angolare del cosiddetto indie rock. È vero, il doppio Zen Arcade soffre di una dispersione eccessiva e pure di un certo manierismo, ma non credo che l’eventuale versione in disco singolo sarebbe stata altrettanto monumentale. Nel lato B del sampler redatto da Carducci compaiono la splendida cover di Eight Miles High e i quattordici minuti di Recurring Dreams; io avrei sacrificato quest’ultima a favore della tripletta iniziale (Something I Learned TodayBroken Home, Broken HeartNever Talking To You Again), senza la quale Zen Arcade non sarebbe davvero potuto esistere.

La tracklist del sampler si può trovare QUI

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Incontro letterario ai giardini di San Lorenzo

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Sabato 22 giugno 2019, alle ore 17, terrò un incontro informale per parlare di lettura e scrittura. Insieme chiacchiereremo di libri, storie e personaggi curiosi. Alcuni dei partecipanti all’evento leggeranno in maniera espressiva un monologo elaborato durante un corso tenuto da me e da Livio Pacella. Ci saranno iniziative per coinvolgere tutti i presenti: letture, dibattiti e giochi collettivi.

L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Pandora, che gestisce i giardini di San Lorenzo e che opera sul territorio attraverso numerose iniziative culturali.

Ai giardini di San Lorenzo vi si accede da dietro l’abside del tempio: l’entrata è un cancelletto nei pressi dei resti della strada romana.

Ecco il link all’evento: https://www.facebook.com/events/858030017881618/