Fantastica serata alla Biblioteca di Thiene

Amici di Thiene GRAZIE per la straordinaria serata di lunedì! L’Alto Vicentino si conferma sempre di più la mia seconda casa  Grazie in particolare modo a Giovanni Spillere e a tutta la squadra di Progetto Giovani Thiene per l’organizzazione e l’accoglienza, a Matteo Carollo con cui ho condiviso il palco, a Gian che tentava di ritrovare il suo animo sovversivo, a Romu, a Pol, Ioio, Belli e a tutti gli altri mattacchioni col giubbotto di pelle!

QUI ALCUNE FOTO DELLA SERATA

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Un nuovo laboratorio di scrittura e lettura

il monologo

Lunedì 4 febbraio inizia un nuovo laboratorio di scrittura creativa, per sette lunedì consecutivi dalle 20.30 alle 22.30 al Centro Tecchio di Vicenza. Sarà associato a un laboratorio di lettura espressiva in collaborazione con Livio Pacella.

Ci saranno tre appuntamenti con Massimo, quindi una lezione con la presenza di entrambi i docenti, e infine tre appuntamenti con Livio. Al termine del corso è prevista una serata al Bar Sartea, durante la quale ogni partecipante potrà misurarsi con un pubblico vero (partecipazione facoltativa).

L’obiettivo del corso è quello di scrivere e interpretare un monologo che elabora la propria professione, la quotidianità, il territorio in cui viviamo.

Il laboratorio non è rivolto unicamente alla scrittura individuale ma anche alla lettura di libri fondamentali, al dialogo, al lavoro collettivo, all’interscambio di idee tra i partecipanti, quindi il percorso affrontato sarà anche un’esperienza di confronto e collaborazione.

Il costo, comprensivo di 14 ore di lezione (con la possibilità di prolungare il laboratorio fino alle ore 23, quindi altre 3,5 ore extra), è di 100 euro.

QUI TROVI LA BROCHURE DEL LABORATORIO

Recensione di Leto (Summer)

LETO (SUMMER), ovvero “Sulla filosofia del loser”

Il cinema toglie, il cinema dà. Toglie la pazienza con un film mediocre come Bohemian Rapsody, dona ossigeno con un vero rock movie come Leto – Der Film. Come tutto il cinema d’essai non siamo davanti a una visione facile. La pellicola è una narrazione intensa, in una Leningrado in bianco e nero di inizio anni Ottanta, tra i primi passi di band underground che sognano libertà e un rock che giunge in URSS solo tramite il contrabbando. E come contrabbandieri affrontiamo la sala sicuri che saremo in pochi, in silenzio, solo a fatica addomesticati da sonorità lontane da quelle occidentali ma che pur le imitano, da David Bowie ai Sex Pistols, da Lou Reed ai T-Rex e a Iggy Pop, con musica onnipresente disseminata ovunque, soprattutto nell’immaginazione di ragazzi bramosi di vita. La copertina di Blondie, la creazione grafica dell’album degli Who, i concerti in appartamento, la sala prove in una squallida stanzetta, il tormento e la passione dell’esistenza, tra la libertà e oppressione, tra amore e politica. Non un capolavoro, ma un film rock, finalmente.

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