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Oggi esce ufficialmente Il tempo brucia le tappe.
Un lavoro collettivo, una lunghissima cavalcata che non avrebbe avuto senso di essere se non assieme a decine e decine di amici.

Devo necessariamente ringraziare chi mi è stato più vicino: lo stiloso fucktotum Giovanni Pepo Todescato, che mi ha supportato per mesi e mesi con la sua inesauribile euforia (assai difficile da contenere); il matacchione Pol Manero, autore della copertina e virtuoso esempio di astinenza alcolica; il cugino Francesco Battaglin, eroe dell’ultimo secondo che mi viene a salvare da una situazione disperata e riesce a impaginare l’intero libro in pochi giorni; i letterati Andrea Cocco,Stefano Urru e Giovanna Fracasso (che sopporta e che è sopportata) per l’editing e la precisione; il demoniaco archivista Marco Fog Magla per la raccolta di moltissimi demotape originali; la mia prima e gloriosa casa editrice Tragopano Edizioni per la consulenza; le decine e decine di crowdfunder che hanno investito il loro denaro in un progetto ambizioso.

Ma soprattutto ringrazio quei cento e più amici che ho intervistato questa primavera, con cui ho riso, ho pianto, mi sono ubriacato e ho ricordato un decennio di incredibile creatività. Una storia che DOVEVA essere raccontata.
La penna è stata la mia, ma la memoria di tutti.