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Oggi esce Il tempo brucia le tappe. Un lavoro collettivo, una lunghissima cavalcata che non avrebbe avuto senso di essere se non assieme a decine e decine di amici.

Tutto è iniziato da un’idea, una brutta copia che conservavo da anni, poi è proseguito con ricerche, interviste e con la stesura vera e propria. Il lavoro di revisione ha impegnato gli editor per tutta l’estate ed è terminato solo quando mi è stata consegnata la prima copia di stampa, a ottobre.
Il mese di novembre è stato dedicato al lavoro tipografico e alla produzione del libro, per arrivare – come preventivato – alla pubblicazione per i primi di dicembre, quando si terrà la presentazione ufficiale con la reunion di un gruppo leggendario, i Vuoto Mentale.

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Ho scelto di ricorrere all’autoproduzione per rispettare in pieno l’etica do-it-yourself trattata nel libro. Nonostante si tratti di un’opera artigianale, ho lavorato sodo per realizzare un’edizione al 100% professionale: il testo è passato sotto il setaccio di un editor, l’impaginazione e la copertina sono state curate da un grafico competente, l’intera produzione è stata supervisionata da un consulente editoriale. Ovviamente, il libro sarà dotato di ISBN .

Il tempo brucia le tappe è la storia di un decennio denso di creatività e aggregazione, dove ogni ragazzo lottava per affermare la propria identità. È la storia di quello che ci ha fatto diventare quello che siamo ora.

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Devo necessariamente ringraziare chi mi è stato più vicino: lo stiloso fucktotum Giovanni Pepo Todescato, che mi ha supportato per mesi e mesi con la sua inesauribile euforia (assai difficile da contenere); il matacchione Pol Manero, autore della copertina e virtuoso esempio di astinenza alcolica; il cugino Francesco Battaglin, eroe dell’ultimo secondo che mi viene a salvare da una situazione disperata e riesce a impaginare l’intero libro in pochi giorni; i letterati Andrea Cocco, Stefano Urru e Giovanna Fracasso (che sopporta e che è sopportata) per l’editing e la precisione; il demoniaco archivista Marco Fog Magla per la raccolta di moltissimi demotape originali; la mia prima e gloriosa casa editrice Tragopano Edizioni per la consulenza; le decine e decine di crowdfunder che hanno investito il loro denaro in un progetto ambizioso.

Ma soprattutto ringrazio quei cento e più amici che ho intervistato questa primavera, con cui ho riso, ho pianto, mi sono ubriacato e ho ricordato un decennio di incredibile creatività. Una storia che DOVEVA essere raccontata.
Questo libro rappresenta la storia di una comunità che voglio stringere con un abbraccio ruvido, da rocker, ma anche con una calorosa stretta da amici. La penna è stata la mia, ma la memoria di tutti.

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